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title: "Gen Z e post Covid: le FinTech possono prevalere sulle banche | Opyn"
description: "Abituati alla disintermediazione e attratti dall’investimento impacting: i più giovani sono i clienti ideali dei portali come BorsadelCredito.it."
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** 5 agosto, 2020

** 6 min di lettura

** Scritto da: [**Redazione Opyn** ](https://www.opyn.eu/news/author/redazione-opyn)

# Gen Z e post Covid: perché le FinTech hanno le carte in regola per prevalere sulle banche

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*Abituati alla disintermediazione, smartphone addicted, attratti dall’investimento impacting: i più giovani che ora si avvicinano al mondo del lavoro sono i clienti ideali dei portali come BorsadelCredito.it. A loro bisogna guardare per capire come orientare la nuova offerta digitale che esploderà nel post Covid*

Il Covid 19 ha accelerato il **cambiamento digitale**, facendo compiere alle abitudini di consumo un balzo in avanti di dieci anni in tre settimane. La fruizione sempre più tecnologica, snella e verso servizi essenziali non sembra essere più una prerogativa dei più giovani, ma diventa generalizzata.

È la modalità **Gen Z**, quella dei nati dopo il 1997: una generazione poco conosciuta ma che detterà le regole – a questo punto non ci sono più dubbi – dei consumi futuri. Il che impone a chi fa business di correre dietro a questa domanda, geneticamente modificata all’improvviso, adeguandosi con prodotti e servizi rispondenti. Qualcosa che in verità le aziende di qualsiasi settore, quello finanziario incluso, avrebbero dovuto aver già fatto, ma da cui ora non possono più prescindere.

## **Chi sono i Gen Z e perché possono guidare il cambiamento**

Ma cosa sappiamo della Gen Z? Gli studi si moltiplicano: secondo Deloitte i nati dopo il 2000 “*non sono meno ambiziosi dei loro predecessori e più della metà mira a guadagnare buoni stipendi. Ma hanno priorità diverse*”. Così, se i Millenial mettono in cima alla lista delle loro priorità i viaggi e la possibilità di vedere il mondo (57%) e circa la metà desidera comprare una casa, i Gen Z sono più interessati a imprimere un **impatto positivo sulle proprie comunità** (46%) che ad avere una famiglia e figlio (39%). Gli uni e gli altri vivono e lavorano online e vogliono anche effettuare tutte le operazioni finanziarie con la stessa modalità. E infatti, a guidare il trend della digitalizzazione bancaria che stiamo vivendo in questi anni – e che la pandemia ha accelerato – sono stati Millennials e Gen-Z: secondo uno studio pubblicato da [Boston Consulting Group ](https://bit.ly/2Wv7Wwr)(BCG), il 44% degli intervistati di età compresa tra i 18 e i 34 anni si è iscritto per la prima volta al banking online o mobile.

## **L’impatto dei Gen Z sul mondo finanziario è solo all’inizio, ma non va sottovalutato**

E allora? “*Dimenticate i Millenial, i Gen Z sono i nuovi ragazzi d’oro. Con l’ingresso dei più anziani, oggi, nel mondo del lavoro, è tempo di prendere questa generazione sul serio*” si legge in un [report](https://www.conecomm.com/research-blog/cone-gen-z-purpose-study) di Porter Novelli/Cone. [Morgan Stanley](https://www.morganstanley.com/ideas/millennial-gen-z-loan-growth) dal canto suo ritiene che l’impatto della domanda dei più giovani sui servizi finanziari sia solo all’inizio. E per questo forse è ancora sottovalutato, ma come in ogni trend è necessario prepararsi per tempo. Il momento della verità per banche e affini sarà quando la Gen Z si collocherà tra i 25 e i 40 anni: allora l’industria finanziaria dovrà per forza mostrare il suo lato hi-tech e mobile-first. In questo contesto le FinTech avranno la meglio.

## **FinTech: ecco perché piacciono ai più giovani**

Perché? I motivi sono diversi. Uno studio del Center for Generational Kinetics sulla popolazione Usa, rileva che il **48% dei Gen Z** **ha sullo smartphone un’applicazione di pagamento.** Fin da piccoli sono abituati a vivere il rapporto con il denaro in maniera disintermediata, oltre che tecnologica.

Non solo. I Gen Z sono la iGen, la generazione internet: è sempre il Center for Generational Kinetics a calcolare che un ragazzo su due trascorre almeno cinque ore al giorno sul proprio smartphone, che diventano dieci per una ragazza su tre. Lo **smartphone sarà il canale elettivo** attraverso cui questa generazione accederà ai servizi finanziari. E d’altronde a fine 2019 l’Osservatorio del Polimi su FinTech e InsurTech aveva misurato un aumento della quota di connessione da smartphone di tutti gli utenti bancari (quota che ha raggiunto il 20% e che con Psd2 tenderà senza dubbio ad aumentare).

## **Il messaggio e il servizio viaggiano su mobile (e si fanno immediati e fluidi)**

Ad un maggiore utilizzo dello smartphone si abbina quindi una comunicazione diversa e inedita. **Messaggi semplici, intuitivi, veloci e istantanei**. E visuali, basati su **emoticon e meme**. Le immagini assumeranno sempre maggiore importanza se si vuole parlare a questa generazione in maniera efficace. E i **social media** diventano un mezzo fondamentale per intercettare la nuova clientela. Basti pensare che quasi una decisione di acquisto su due per gli appartenenti alla Gen Z viene veicolata dai social. Ancora, ritengono i servizi offerti dal tradizionale sistema bancario complessi, ripetitivi e carichi di informazioni superflue. Sono attratti da servizi efficienti e immediatamente fruibili e comprensibili, ma anche on-demand e fluidi.

## **Una generazione ancora eterogenea **

Le sorprese non mancano: uno studio di [Raddon](https://www.raddon.com/raddon-research-insights/research-studies/generation-z-touchscreen-generation) sulla fascia 16-19 anni dei Gen Z USA mostra per esempio che questi sono i **più abituali fruitori delle filiali**. Purché siano **spazi multifunzionali** con snack bar a disposizione. Ma in generale i Gen Z sono molto diversi anche al loro interno e Raddon, quando analizza il loro rapporto con le banche, li divide in **tre sottoinsiemi**. I **disruptors** (39%), aperti ed entusiasti vero la fruizione di servizi finanziari attraverso le big tech come Amazon o Google e che non considerano i fornitori tradizionali essenziali per il loro futuro. I **digital** (39%), che preferiscono i canali bancari digitali ed evitano le transazioni faccia a faccia, ma considerano ancora necessari i fornitori tradizionali. E infine i **convenzionali** (22%) che preferiscono le banche tradizionali (ma è la stessa Raddon a notare come si sia ridotta in soli due anni la quota di questo terzo gruppo: man mano che i Gen Z cresceranno, aumentando il proprio potere di acquisto, è presumibile che questo terzo gruppo scompaia).

## **Fattore impacting **

A favore del FinTech (e del P2P lending in particolare, che investe nell’economia reale delle PMI) muove infine un’altra caratteristica della Gen Z: la **passione per gli investimenti impacting**. Non solo negli Usa: una ricerca del Sustainability Lab di Sda Bocconi per Banca Generali, i minorenni preferiscono investire ESG a parità di rendimento atteso ma anche a scapito di un pezzo di investimento.

Qualche indizio c’è. È ora di lavorare per prepararsi all’avanzare dei clienti del prossimo futuro.

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