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title: Il bilancio di Capodanno per il FinTech italiano | Opyn
description: Il primo degli anni Venti vedrà l’Italia consolidare il suo ruolo di hub mediterraneo del settore.
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** 7 gennaio, 2020

** 7 min di lettura

** Scritto da: [**Redazione Opyn** ](https://www.opyn.eu/news/author/redazione-opyn)

# Il bilancio di Capodanno per il FinTech italiano secondo BorsadelCredito.it

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*Il primo degli anni Venti vedrà l’Italia consolidare il suo ruolo di hub mediterraneo del settore. Aumentano e si fanno più complesse le forme di collaborazione con le banche mentre nascono nuovi prodotti e servizi che aprono mercati inediti*

Entriamo negli anni Venti del nuovo secolo e, in attesa di apprendere dai numeri com’è andato il 2019 per il FinTech italiano, come di consueto BorsadelCredito.it prova a tracciare le **traiettorie di sviluppo** per l’anno che sta iniziando. Un anno carico di simbolismo numerologico, un anno di cesura e di ingresso in una nuova epoca.

Un anno in cui per il FinTech italiano, ufficialmente approdato nell’era dell’**open banking** (o meglio dell’open finance) si aprono sfide interessanti e molte opportunità. Come quella di diventare un polo di riferimento in Europa, mentre aumentano le collaborazioni con le banche e si delinea un nuovo concetto di prodotto al servizio delle nicchie sottobancarizzate.

Ecco cosa succederà nei prossimi mesi. 

## **L’Italia sempre più hub europeo del FinTech**

Cresce il **Fintech District**, nato a settembre 2016 grazie all’alleanza tra **Sellalab**, polo d’innovazione del gruppo Banca Sella, la società di coworking **Copernico **e**Fabrick**: il distretto ha quadruplicato in due anni le adesioni (da 32 a 122 startup, oltre a 8 membri corporate, 15 collaborazioni con hub internazionali). Non solo. Lo scorso luglio una società italiana si è aggiudicata il ruolo di capofila nel progetto europeo Infinitech: è **Gft Italia, **controllata da Gft Technologies SE, che dovrà coordinare il progetto e riceverà 16 dei 21 milioni stanziati complessivamente nell’ambito del programma Horzion 2020. **Infinitech **– a cui partecipano 42 partner tecnologici di 16 Paesi, tra vendor di Ict, system integrator, centri di ricerca e organizzazioni finanziarie – sarà un’architettura informatica di riferimento che porterà **intelligenza artificiale, blockchain, Big Data e Internet of Things nel mondo della finanza**, per aumentarne trasparenza e implementare le innovazioni necessarie ad alimentare nuovi modelli di consumo. Il progetto, partito lo scorso primo ottobre si concluderà a dicembre 2022. 

## **L’anno del consolidamento dell’open bankng**

Se il 2019 è stato l’anno zero della rivoluzione finanziaria in Italia in ottica open banking, grazie all’entrata in vigore della PSD2 (la direttiva europea su pagamenti digitali) il 2020 sarà “*l’anno di messa a regime dei cambiamenti avviati nella seconda metà del 2019 e di definizione di nuovi modelli di servizio che vedranno il go to market nel 2021*”. È la conclusione, che condividiamo, di un’analisi di Fabrick. Il mercato è partito a rilento e ora nella prima parte del 2020 le banche saranno “*impegnate nell’assestamento tecnologico dei servizi infrastrutturali*” per poi dedicarsi a **progetti rivolti ai consumatori**, attingendo anche a quello che succede in Europa. Un buono spunto arriva, per esempio, da **Pepsi** (Pan European Payment System Initiative), un sistema europeo di servizi multi-banca di bonifici istantanei per il mondo retail.

## **La crescita esponenziale degli investimenti**

Il 2020 sarà l’anno in cui l’Italia consoliderà la sua posizione di **Paese in cui il FinTech attrae di più gli investitori**. Secondo i dati dell’ultimo Osservatorio FinTech & InsurTech del Polimi, le 1210 startup presenti sul mercato globalmente hanno visto i finanziamenti aumentare del **70%** tra maggio 2016 e maggio 2018; per le italiane la variazione è stata del **120%**. Uno scenario virtuoso che dovrebbe spingere le banche ad attingere in questo ecosistema per innovare. Anche perché la **finanza tradizionale va incontro**, secondo un report di Ernst & Young del 2019, **a perdite** anche rivelanti in diversi ambiti di business, e proprio per effetto dell’emergere di **nuovi modelli di business.** **La società calcola a** – 34% le perdite nei pagamenti sia nel wealth & asset management sia nei prestiti alle PMI; mentre vede in discesa del 17% il comparto delle carte di credito e dei mutui. 

## **Il boom delle collaborazioni**

I due terzi della spesa informatica nelle banche italiane è destinata ancora oggi a compliance e alla manutenzione dei sistemi di legacy. Lo afferma il professor **Marco Giorgino**, direttore scientifico dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, dubitando che le banche abbiano oggi la capacità di sviluppare innovazione in house. “*Serve una nuova governance. Con la rivoluzione****[Psd2](https://www.wired.it/economia/finanza/2019/09/13/banca-psd2/)**** soggetti non tradizionali come le **big tech**possono concorrere grazie a una grande base utenti, bassi costi di acquisizione, accesso a grandi moli di dati e alle licenze di **internet banking**. Il ruolo delle fintech sia di promuovere l’innovazione per soggetti rimasti per troppo tempo seduti e che oggi fanno fatica a reagire: il tempo è scaduto*”. Nella seconda [indagine](https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/analisi-sistema/approfondimenti-banche-int/Allegato_2_Indagine_Fintech.pdf) della Banca d’Italia sul FinTech nel sistema finanziario italiano si legge che nel periodo 2017-2020 gli investimenti FinTech del sistema finanziario siano ammontati a **624 milioni di euro**, dei quali 233 spesi nel biennio 2017-2018 e 391 previsti in quello successivo (oltre l’80% di questa spesa è complessivamente riconducibile a banche e oltre tre quarti a 10 intermediari; mentre Sim e Sgr non raggiungono l’1% della spesa). Gli investimenti in attività di collaborazione con le FinTech ammontano a **93 milioni di euro** (solo il 14% del totale) e la modalità di interazione più frequente è la partnership in forma assoluta (42 intermediari per poco più di 17 milioni di euro) ovvero in combinazione con incubatori, acceleratori e distretti (11 intermediari per 5 milioni di euro) o con l’acquisizione di partecipazioni in imprese FinTech (7 intermediari per 6 milioni).

## **La focalizzazione sul servizio e le nuove nicchie**

In un mondo che cambia, le banche – e in generale i fornitori di servizi finanziari – sono alla costante **ricerca di nuove nicchie da servire**, che esulino dal retail. Una molto promettente è quella dei lavoratori autonomi, 6 milioni di partite Iva che chiedono prodotti facili e snelli per gestire la parte contabile e finanziaria della propria attività. Le PMI sono il focus della prima challenger bank italiana (Illimity) e di una società come Qonto, che offre un conto dedicato alle piccole imprese e in Italia ha anche una partnership con BorsadelCredito.it. In generale nel 2020 non basterà un app friendly per avere successo, ma le **FinTech dovranno focalizzarsi sulla fornitura di servizi che nel mercato non ci sono**. E le aziende FinTech, come scrive il secondo [rapporto](https://www.ambrosetti.eu/ricerche-e-presentazioni/rapporto-fintech-community-2019-2-edizione/) di Ambrosetti sul comparto, sono “*particolarmente abili nel capire le dinamiche di consumo del cliente, costruendo nuovi modelli di offerta e non limitandosi a migliorare i punti di contatto con il cliente*”. 

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