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title: Cosa vuol dire investire nell'economia reale? | Opyn
description: Com'è possibile ricostruire il rapporto tra economia e finanza? Scopri di più nel nostro articolo.
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# [Cosa vuol dire investire nell'economia reale? | Opyn](https://www.opyn.eu/news/perche-e-ora-degli-investimenti-in-economia-reale)

 Scritto da [Redazione Opyn](https://www.opyn.eu/news/author/redazione-opyn) | Sep 1, 2020 3:48:19 PM

*Nell’eterna battaglia tra finanza ed economia, è chiaro che è il momento di deporre le armi: Wall Street ha perso e ha senso solo se funziona da supporto a Main Street. La lezione delle crisi *

Wall Street contro Main Street. Gli ultimi sei mesi, con il susseguirsi di eventi tragici, le perdite umane, i lockdown a catena, i valori delle Borse dimezzate, le stime di crollo del PIL globale pesantemente a doppia cifra, ci hanno riproiettato con forza in un mondo dove **la finanza da sola non produce alcune valore**. Era già successo, nel 2008, quando la bolla dei mutui insolvibili USA aveva spazzato via solo nel primo anno 26,4mila miliardi di dollari di capitalizzazione di Borsa e 4,7 miliardi di dollari di PIL.

Quella crisi era molto diversa da quella attuale, proprio perché promanava dalla finanza e dalla speculazione sul mercato immobiliare che le banche facevano concedendo i mutui a persone a elevato rischio di insolvenza. Una sorta di impalcatura senza fondamenta.

La **crisi del 2020**, è stato detto da molti osservatori, è più profonda e più difficile da superare perché **impatta l’economia reale**, ovvero industrie, esercizi commerciali, turismo, trasporti. È una crisi tangibile: dove crolla il palazzo, pur essendoci solide fondamenta.

## **Ricostruire il rapporto tra economia e finanza**

Abbiamo avuto oltre un decennio per riflettere sui ruoli e i reciproci rapporti tra finanza ed economia: **la prima dovrebbe essere subalterna e di servizio alla seconda**. Non è più così: lo dimostra il fatto che sia diventata dominante e valga quattro volte l’economia reale. Un dato che da solo spiega che gran parte della finanza sia pura **speculazione** e non regga su basi solide.

In tempi più recenti stiamo assistendo però a un **cambiamento di rotta**, anche da parte degli investitori istituzionali, che guidano il trend. Sempre più successo riscuotono i private market, investimenti in asset reali, dalle infrastrutture al private equity al private debt, per sostenere i piani di sviluppo delle imprese.

Da sempre considerati investimenti rischiosi, i **private market** stanno attirando l’attenzione del mondo e, sdoganati dai fondi pensione (che per statuto devono puntare a investimenti prudenti, ma di lungo termine) diventano strumenti anche per il retail.

## **Capitolo PIR**

Nel nostro Paese è stato fatto un grande battage intorno ai PIR – gli arcinoti **piani individuali di risparmio** che devono investire per almeno il **70% del portafoglio in società italiane**, con la Legge di Bilancio 2020 arricchiti di una versione “alternativa” (che contempla investimenti in asset illiquidi, ovvero, sostanzialmente nel non quotato).

Ma anche a **livello europeo**, uno strumento come l’**Eltif**, che apre al retail gli investimenti nell’economia reale, con uno strumento facile e accessibile come un fondo comune di investimento. Un altro conto è poi però quanto siano efficaci. Abbiamo più volte espresso perplessità sul reale impatto di strumenti che puntano all’economia reale sulla carta, ma di fatto poi escludono una fetta rilevante, **limitandosi al solo quotato**, che in Italia, come noto, è dominato dal settore bancario assicurativo (che pesa per il 30%, contro il 14% dell’industria in un Paese a fortissima connotazione manifatturiera). I PIR alternativi hanno in parte rimosso questo limite, ma siamo convinti che piacciano sì per il loro **contenuto impacting** ma anche e soprattutto perché consentono a chi vi investe di godere dell’**esenzione fiscale sui guadagni**.

## **Gli altri canali di accesso all’economia reale e il fattore del rendimento**

Oggi le possibilità di investire sull’economia reale si sono ampliate. Dai **minibond**, al **crowdfunding**, al **crowdinvesting**, i canali di accesso ad asset tangibili si moltiplicano. E anche in questo caso gli investitori istituzionali stanno rotando i portafogli per includere una quota di “realtà” al loro interno, attratti anch’essi dall’**elevato contenuto “umanistico” **di questo genere di scelta – perché investendo si finanziano attività che contribuiscono al benessere di persone fisiche. E attratti anche dall’aspetto del **rendimento**: che arriva solo se si adotta un approccio paziente e se la finanza si connette all’economia, in un mondo che sarà sempre più a tassi zero. Dove cioè i bond hanno un costo e le azioni, in un contesto dove non manca la possibilità di ottenere alpha anche consistenti, rappresentano un rischio elevatissimo a causa della volatilità estrema esacerbata dall’incertezza (che aumenta con l’avvicinarsi dell’autunno). 

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