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title: Le sfide delle banche al mondo dei Millenials | Opyn
description: Quali sono le richieste dei Millenials al mondo delle banche? Perché, a oggi, le banche non le possono più ignorare? Scopri di più nel nostro articolo.
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[News - Opyn ](https://www.opyn.eu/news)

# [Le sfide delle banche al mondo dei Millenials | Opyn](https://www.opyn.eu/news/time-to-start-again-le-sfide-delle-banche-nel-mondo-dei-millennial)

 Scritto da [Redazione Opyn](https://www.opyn.eu/news/author/redazione-opyn) | Feb 1, 2019 5:43:29 PM

Il mondo della finanza deve fare i conti con i Millennial che avanzano. I nati tra il 1980 e il 2000 cominciano a entrare nei 40 e diventano più numerosi dei baby boomer da cui erediteranno, nel corso dei prossimi 30 anni, un patrimonio in 30 trilioni di dollari, secondo le stime di [PwC](https://www.pwc.com/us/en/industries/financial-services/library/managing-millennial-money.html).

 Per il [Viacom Millennial Disruption Index](https://blog.kpmg.lu/how-banks-are-tearing-down-and-rebuilding-customer-experience/), il 60% dei Millennial pensa che le banche non siano adatte a servire la loro generazione e il 33% ritiene che non ne avrà bisogno in futuro. Se non bastasse, il 73% dei nati dopo il 1980 considera più interessante un servizio finanziario lanciato da Google, Amazon, Apple, PayPal, che uno implementato dalla propria banca nazionale.  
È una questione di stile di vita: i Millennial vivono e lavorano online e non si comprende perché dovrebbero recarsi allo sportello per effettuare pagamenti, gestire investimenti e ottenere credito. È una considerazione così logica che risulta sconvolgente osservare quanto e per quanto le banche – soprattutto in Italia – abbiano sottovalutato il problema.   
Tuttavia non è più tempo di stare a guardare: cambiare o morire. Ma cambiare sul serio e profondamente. Non sarà sufficiente sviluppare un’app che renda fruibile l’online banking da mobile, ma sarà necessario compiere una rivoluzione  
** innovando le strutture e le modalità di erogazione dei servizi**.

“Time To Start Again” è il titolo del [report](https://www.oliverwyman.com/our-expertise/hubs/the-state-of-the-financial-services-industry-2019.html) sui servizi finanziari nel 2019, presentato di recente al World Economic Forum di Davos dalla società di consulenza **Oliver Wyman**. E sostiene proprio questa idea: le banche dovranno adottare un approccio nuovo, che viene definito Greenfield e che consiste nella rimozione dei vincoli posti alle stesse da sistemi informatici legacy e strategie focalizzate sul prodotto. Si dovrà puntare su un modello di business che metta al centro il cliente e sull’adozione di innovazioni dirompenti anche attraverso acquisizioni di startup.

La stessa Oliver Wyman spiega, in numeri, in cosa consista il vantaggio dei digital challenger rispetto alle banche: per acquisire un conto corrente nuovo il costo medio è di 30 dollari per le prime e di 150 per le seconde; il tempo necessario affinché le funzionalità del conto siano accessibili è zero per gli operatori digitali e 3 giorni per quelli tradizionali, che impiegano poi dai 3 ai 6 mesi per lanciare una nuova feature contro le due settimane medie necessarie agli innovatori. Ancora, i clienti gestiti da un dipendente a tempo pieno sono 1000 per una banca contro i 2500 per le digital challanger, e vengono considerati posti di lavoro top dal 68% dei dipendenti (contro il 25% delle banche tradizionali).

Sicuramente qualcosa nel mondo delle banche si muove: RBS Group sta per partire con un’offerta completamente digitale che si chiamerà **Bó**; National Australia Bank con **QuickBiz**, attraverso cui erogherà prestiti online; **Nexible** sarà l’offerta greenfield della compagnia di assicurazioni tedesca ERGO. In Italia, **Hype** di Banca Sella rappresenta la prima offerta del genere. Ma la strada è ancora lunga e la sfida è di quelle epocali.

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