25 febbraio, 2022

9 min di lettura

Scritto da: Alice Casagrande

Pmi innovative: definizione, requisiti e vantaggi


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Con l’obiettivo di aumentare la competitività delle imprese e stimolare la diffusione d’innovazione sul mercato italiano, nel 2015 nasce una nuova tipologia di impresa: la cosiddetta Pmi innovativa. Scopriamo insieme la normativa e i vantaggi che comporta per la crescita del Paese e delle attività imprenditoriali interessate.

Cosa sono le Pmi innovative?

Le Pmi innovative sono micro, piccole o medie imprese che rispettano specifici parametri dimensionali e risultano particolarmente attive in termini di innovazione tecnologica.

Sono state introdotte nel 2015 con l’art. 4 del DL 3/2015, come evoluzione della normativa riguardante le startup innovative definita già nel 2012 dal Decreto Crescita 2.0. L’iniziativa risponde alla volontà di dare maggiore stimolo all’imprenditoria innovativa, identificata come risorsa chiave per lo sviluppo economico del Paese.

Questa spinta sta avendo effetti concreti e misurabili: secondo il rapporto di Unioncamere e InfoCamere, ad ottobre 2021 le aziende innovative di recente costituzione iscritte al registro delle imprese erano ben 14.032, una variazione in positivo del +3,3% rispetto ai tre mesi precedenti.

Come evidenziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, il settore digitale è quello più innovativo, con il 75% delle realtà totali, seguito dal manifatturiero (16,4%) e dal commercio (3,1%).

Dati in continua crescita, sostenuti in parte dall’accelerazione verso il digital che ha interessato le Pmi italiane durante il periodo pandemico.

I Requisiti per diventare una Pmi innovativa

Cosa rende una Pmi a tutti gli effetti innovativa? Per potersi iscrivere alla sezione speciale del registro delle imprese, le aziende devono possedere dei requisiti formali specifici, quali:

  • Numero di impiegati inferiore a 250.
  • Fatturato annuo inferiore a €50 milioni.
  • Patrimonio non superiore a €43 milioni.
  • Almeno un bilancio certificato depositato.
  • Sede principale in Italia o in un altro Paese dell’UE (ma solo se con una sede/filiale produttiva in Italia)
  • Non essere al contempo una start up innovativa.
  • Non essere quotata in un mercato regolamentato.

Inoltre, l’impresa deve rispettare almeno 2 dei 3 seguenti requisiti in termini di innovazione:

  • Spese in ricerca, sviluppo e innovazione per almeno il 3% del maggiore valore fra fatturato annuo e costi di produzione.
  • Dipendenti o collaboratori altamente qualificati: 1/5 del personale deve essere dottorando, dottore di ricerca o ricercatore, altrimenti 1/3 deve avere una laurea magistrale.
  • In possesso di un brevetto o di un software registrato.

Startup o Pmi innovative? Ecco le differenze

Come abbiamo visto la normativa riguardante le Pmi innovative è stata introdotta successivamente a quella sulle startup per definire e agevolare anche quelle società a uno stadio di sviluppo più maturo. Entrambe le tipologie di impresa operano nel campo dell’innovazione ma esistono delle differenze sostanziali; le principali sono:

  • Il limite anagrafico: le startup innovative devono essere costituite da meno di 5 anni, mentre per le Pmi non ci sono limiti temporali.
  • L’oggetto sociale: per le startup deve essere strettamente legato a prodotti o servizi altamente tecnologici o innovativi. Le Pmi non hanno limitazioni in questo senso.
  • Il livello di innovazione: mentre le Pmi devono rispettare almeno 2 dei 3 requisiti in termini di innovazione precedentemente elencati, le startup possono possederne anche solo uno.

I vantaggi fiscali delle Pmi innovative

Le agevolazioni per questa particolare tipologia di impresa sono molte, sia in termini di accesso ai finanziamenti, sia in termini di detrazioni fiscali. Ecco i principali vantaggi per le Pmi innovative:

  • Flessibilità della gestione societaria: deroghe specifiche per le S.R.L.
  • Esonero dal pagamento delle imposte di bollo.
  • Regime speciale per il ripianamento delle perdite.
  • Remunerazione tramite strumenti di partecipazione al capitale e work for equity.
  • Accesso diretto all’intervento del fondo centrale di garanzia.
  • Incentivi fiscali per gli investimenti, diretti e indiretti, nel capitale delle Pmi innovative.
  • Possibilità di raccogliere capitali attraverso piattaforme di equity-based crowdfunding autorizzate e vigilate da Consob.
  • Servizi di assistenza dell’Agenzia ICE a favore dell’internazionalizzazione.

Come diventare una Pmi innovativa?

Dopo aver verificato la conformità dell’impresa con le caratteristiche richieste, bisognerà procedere con la domanda di iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio. In una sezione speciale del sito l’amministratore della società dovrà compilare un’autocertificazione che riporti i dati dell’impresa, dei soci e i dettagli sull'attività. In particolare, bisognerà specificare: di quali brevetti si è in possesso, i costi attribuiti a ricerca e sviluppo e il background formativo di management e dipendenti.

Il modello di dichiarazione dovrà essere ripresentato aggiornato annualmente. In mancanza della documentazione necessaria la Pmi perderà automaticamente lo status acquisito in precedenza insieme a tutte le agevolazioni annesse.

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