4 settembre, 2018

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Scritto da: Redazione Opyn

Epipoli, il re italiano delle gift card va alla conquista di Aliexpress


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Il ceo Giannetto: “Con BorsadelCredito.it addio ai problemi di cassa dovuti ai tempi di pagamento dei fornitori”

“Ho fatto l’ufficiale dell’esercito, assegnato alla Nato, ho preso il brevetto di pilota di carri armati e poi ho lavorato in P&G a Milano, e ancora per Pernord Ricard”. A raccontarlo a BorsadelCredito.it è Gaetano Giannetto, fondatore e deus ex machina di Epipoli. Un imprenditore poliedrico con più vite alle spalle e che, senza dubbio, non si fa spaventare da quello che appare nuovo e sconosciuto.

Era un manager con una carriera tutta in salita: poi cosa è successo?

Durante un evento in Usa nel 1987 ho incrociato un ingegnere pazzo che all’interno della Fiera aveva uno stand e mi sono innamorato del suo prodotto: ho lasciato tutto e ho fatto una start-up con lui, abbiamo aperto 18 filiali internazionali, e da un fatturato iniziale di 70mila dollari ci siamo fusi, nel 1991, con Nielsen, diventando leader mondiali nel nostro settore. La piattaforma si chiamava Spaceman ed era un software che permetteva alla GDO di gestire merchandising e spazi espositivi, quello che oggi si chiama il category management. Nielsen mi chiese di rimanere e fino al 2000 ho fatto la mia carriera diventando vice presidente retail e food di Asia e Australia. E poi sono stato pronto per cambiare vita un’altra volta.

Non era proprio fatto per la big corporate. Dunque a questo punto arriva Epipoli: da dove arriva?

Epipoli è il nome del quartiere dove sono nato a Siracusa. Deriva dal greco epi-polis, è uno dei cinque quartieri nella parte alta della città. Evoca un insieme di valori che ci riconducono allo spirito innovativo e di scoperta di Archimede, al modello organizzativo e di avanguardia delle civiltà antiche, alla visione propria della roccaforte sulla città alta. Quindi diciamo che pur essendo un passo verso il futuro è stato anche un ritorno alle origini. Non solo le mie, quelle della civiltà occidentale. Epipoli nasce nel 2000, insieme alla mia voglia di diventare più stanziale. E introduce in Italia un mercato nuovo, fino a quel momento sconosciuto.

Di cosa vi occupate in parole semplici?

Ci siamo introdotti con un programma di loyalty sul mercato italiano. Nel 2006 abbiamo lanciato la prima gift card italiana. Abbiamo di fatto inaugurato il mondo del pre-pagato usato per digitalizzare i servizi delle aziende: il primo esperimento è stata una card offerta in assortimento nelle GDO per l’abbonamento in palestra. Attualmente abbiamo tre linee di business: le gift card tradizionali, che realizziamo acquistando il contenuto da fornitori come Amazon e Itunes e rivendiamo nelle catene della GDO o online. Il margine lordo che otteniamo è del 5%, che diventa del 3% se escludiamo il 2% dovuto alla GDO per l’attività di distribuzione e logistica. Ma stiamo facendo investimenti, pari a un milione nell’ultimo anno, per sviluppare degli espositori/corner di proprietà in cui vendere le gift card per aumentare i nostri margini con l’obiettivo di portarli al 10%. Un’altra linea simile alla prima riguarda la sola gestione tramite la loro piattaforma e sistemi delle gift card direttamente per i loro clienti (es. Gift Trenitalia), forniscono direttamente loro il contenuto ma si avvalgono di Epipoli per gestire il sistema promozionale e poi la distribuzione. La terza linea di business è lo sviluppo di piattaforme per i clienti che vogliano avere un sistema proprietario di gift card: questa parte vale il 25% del business.

Oggi quante sono le gift card che offrite in Italia?

Il mercato delle card in Usa valeva già 650 miliardi di dollari l’anno, dieci anni fa in Italia eravamo nel pianeta lunare e abbiamo impiegato 18 mesi per contrattualizzare la prima azienda. Poi con il passaparola siamo arrivati a offrire oggi 250 prodotti in 50mila punti vendita da GDO a piccoli negozi al dettaglio. Tra il 2013 e il 2014 abbiamo iniziato a veicolare le gift card anche come prodotto per le aziende per l’utilizzo dei programmi di fidelizzazione ed engagement dei clienti e abbiamo costruito un sistema che ha permesso alle aziende di usare le gift card come strumento per dare benefit… noi lo chiamiamo neo-realismo…

Neo-realismo: interessante. Perché questo appellativo?

Perché offriamo la possibilità di regalare 250 euro al posto del cesto natalizio, qualcosa che può essere trasformato in un oggetto o un servizio che sia a piacere di chi lo riceve. Un regalo sicuramente più gradito. Abbiamo creato uno spazio digitale in cui l’utente può convertire la card in un prodotto qualunque del nostro vastissimo assortimento. Ma anche trasformare le raccolte premi, che quando sono concluse consentono al massimo di portare a case oggetti obsoleti, in promozioni più concrete: che portano alla fine, per esempio, a vincere 500 euro da spendere in un supermercato. Fisicizzare qualcosa in una card consente di eliminare costi di gestione e di essere sempre aggiornati. In questa ottica si sviluppa la nostra offerta, che è unica: abbiamo vinto 11 premi internazionali, tra cui a Las Vegas quello come migliore piattaforma di ingaggio del consumatore.

Quali altre innovazioni avete portato in questo mondo in Italia?

Nel 2010 abbiamo creato la prima carta di donazione al mondo per la raccolta per il terremoto di Haiti. Da un punto di vista di innovazione stiamo andando ben fuori dal mondo italiano, ma sebbene siamo poveri, ai confini dell’Impero ci sentiamo innovatori. Ci siamo dati da fare per competere con aziende internazionali giganti: e ci siamo riusciti, abbiamo vinto per esempio la gara internazionale per gestire la carta prepagata di Aliexpress in Europa. Siamo inoltre nella fase finale per gestire la piattaforma di SamsungPay e stiamo sondando con diversi istituti finanziari e assicurativi la possibilità di creare piattaforme legate a meccanismi incentivanti e promozionali.

BorsadelCredito.it: come avviene l’incontro e cosa avete ottenuto?

Ci serviva credito in maniera rapida per sviluppare alcuni punti vendita. Quando prendiamo in carico la gestione di gift card in una catena di distribuzione siamo proprietari degli espositori e dunque dobbiamo occuparci della parte tecnica-logistica. Abbiamo tempi di pagamento di 30 giorni per la merce che acquistiamo e i fornitori a loro volta ci pagano da 20 a 90 giorni. A volte queste lungaggini possono creare problemi di cassa. Per questo ben venga un innovatore come BorsadelCredito.it.

 

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