10 agosto, 2018

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Scritto da: Redazione Opyn

Parola d’ordine del P2P lending: trasparenza

BorsadelCredito.it e in generale tutti gli attori del FinTech si stanno guadagnando un posto importante in un settore tradizionalmente dominato dalle banche, che possono contare su un heritage di reputazione e fiducia costruito in secoli. Certo, le banche non sempre tengono fede a questa loro dote… in ogni caso, un attore nuovo che entra in un mercato consolidato deve riuscire innanzitutto ad accaparrarsi la fiducia dei potenziali clienti per emergere. Per questa ragione abbiamo basato il nostro business sulla trasparenza, che è anche la parola chiave del post di questo venerdì. 

Trasparenza innanzitutto per quello che riguarda i costi: non esistono costi nascosti, che si trovano spesso nei prestiti bancari, e questo vale sia per i richiedenti, sia per i prestatori. Ai nostri conti non si applica neanche il bollo di stato. Abbiamo condotto una simulazione su un prestito di 30mila euro rimborsabile in 36 rate, elaborando dati Banca d’Italia, per descrivere il comportamento delle banche. La simulazione è consultabile qui: ne risulta che il costo effettivo del prodotto di BorsadelCredito.it, su questo taglio, è dell’11,64% in media, contro il 17,31% dei mutui bancari e il 23,74% delle linee a breve. Con noi, le imprese corrispondono un interesse medio del 5,5% (a metà 2016) e pagano la garanzia del Fondo di Protezione (4,65% in media) oltre a una commissione istruttoria del 3% e 2 euro al mese per l’incasso rata. Per quanto riguarda la banca, invece, il costo più elevato di garanzie a cui spesso si associano anche assicurazioni che vengono imposte alle imprese e i prodotti correlati (vedi conto corrente) alzano il costo in maniera non del tutto chiara ed esplicitata in fase di definizione con la PMI richiedente.

Con il P2P lending i costi per l’imprenditore sono noti ed espressi a chiare lettere prima che venga sottoscritto il contratto. La trasparenza si riverbera sul prodotto, anche se considerato come investimento: i nostri prestatori sanno a che tipo di azienda stanno prestando il proprio denaro. In ogni momento possono controllare online il proprio portafoglio, analizzandone ogni particella. Delle aziende a cui hanno prestato il proprio denaro conoscono settore, anzianità, dimensioni, scopo del finanziamento, andamento del prestito. Sanno cioè in qualsiasi momento se un prestito è regolare o ha un problema: se l’azienda non sta pagando e da quando tempo, se è stata avviata una procedura di recupero credito o se dovrà intervenire il Fondo di Protezione perché il credito è ormai inesigibile.

Un livello di trasparenza a cui non è abituato chi investe in prodotti tradizionali (“dove vanno a finire i miei soldi investiti?”) e che invece è un plus che piattaforma come la nostra possono dare ai propri prestatori.

Infine, le piattaforme di P2P lending sono inquadrate nel nostro ordinamento come istituti di pagamento, sottoposti a vigilanza e autorizzati da Banca d’Italia, esattamente come le banche. Anche quest’aspetto rafforza ulteriormente l’obiettivo di serietà e trasparenza che ci siamo dati nei confronti di tutti i nostri clienti.

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