17 novembre, 2017

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Scritto da: Redazione Opyn

BorsadelCredito.it in audizione alla Camera: “Tassazione e carenza di istituzionali possono frenare lo sviluppo del P2P lending in Italia”

Nelle stanze dei bottoni il P2Plending inizia a far parlare di sé. Questa settimana siamo stati in Audizione in Commissione Finanze alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’impatto della tecnologia nel settore finanziario, creditizio e assicurativo e ci siamo raccontati. Potete seguire il nostro intervento qui, dal minuto 34:30. Intanto vi anticipiamo quello che abbiamo detto in questo post.

Fare credito di piccolo taglio alle banche non conviene più – così ha esordito il CEO Ivan Pellegriniè un fenomeno che si vede in tutto il mondo ma che in Italia fa più rumore, perché non servire la piccola impresa significa impattare in maniera significativa sulla nostra economia. Su circa 800 miliardi ogni anno erogati al sistema italiano, secondo Kpmg, almeno 50 miliardi sono credito di piccolo taglio che non margina per le banche. La finanza alternativa nasce per coprire questa assenza di offerta: oggi vale nel mondo 20 miliardi. Noi siamo il primo esperimento di P2P lending in Italia, la cui caratteristica principale è quella di abbattere l’asimmetria informativa che caratterizza il rapporto tra aziende e richiedenti in genere e banca.

Eppure in Italia il credito alle imprese arriva quasi per la totalità dalle banche: la finanza alternativa è un modo diverso per far giungere liquidità alle aziende in modo che la possano investire nelle proprie attività. Ma come fa una startup come BorsadelCredito.it a fare margini dove le banche non riescono? Pellegrini ha spiegato che “grazie alla tecnologia, alla capacità di utilizzare i dati, al fatto che non abbiamo filiali e che convogliamo risorse alternative, siamo in grado di offrire lo stesso servizio che offrono le banche con il 30% di quello che costa alla banca. Questo ci permette di fare margine e fornire il servizio del credito alla piccola impresa.

Antonio Lafiosca, COO di BorsadelCredito.it, ha sottolineato che “siamo un gruppo vigilato da Consob e Banca d’Italia. Siamo un istituto di pagamento autorizzato da Bankitalia per spostare soldi e una Sgr che ci consente di gestire in base alle regole del Tuf gli asset degli istituzionali”, elemento molto rilevante che offre una garanzia a chi presta e a chi finanzia. Lafiosca si è poi soffermato sul funzionamento di BorsadelCredito.it, raccontando di aver “supportato circa 400 aziende con finanza diretta superiore ai 20 milioni di euro. E attraverso un’esperienza di acquisto molto semplice, disintermediata, completamente digitale e veloce: la tecnologia di processo consente di dare una risposta definitiva all’imprenditore in 48 ore, in un’epoca in cui le imprese hanno bisogno di visibilità e chiarezza. L’ultimo punto è che finanziamo l’economia reale. Noi siamo uno strumento PIR prima che i PIR esistessero. Consentiamo a chiunque di finanziare le imprese senza intermediazione, senza nessun filtro. E i finanziamenti possono essere erogati anche da investitori istituzionali.

E qui arriva il punto dolente, quello relativo alle barriere normative e regolamentari che possono frenare lo sviluppo del P2P lending nel nostro Paese. “Sicuramente lo è la tassazione per chi investe in questo prodotto – ha detto Lafiosca in Commissione – questo non aiuta a veicolare l’immenso patrimonio del risparmiatore italiano verso le nostre aziende. Come si risolve? Il Regno Unito ci dà degli spunti: in UK c’è una zona tax free per chi investe in Isa (i PIR britannici, ndr) in queste piattaforme. In un Paese in cui in questo settore sono stati erogati miliardi di sterline. Un altro aspetto su cui si può lavorare è convogliare gli istituzionali su queste piattaforme, incentivandoli nell’investire. Parlo di soggetti sia privati sia pubblici: in Francia e ancora in UK c’è un affiancamento normale da parte di enti governativi o agevolazioni fiscali che hanno consentito per esempio alle assicurazioni di investire massicciamente sulle piattaforme di P2P lending.

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