6 settembre, 2021

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Scritto da: Redazione Opyn

Dall’evoluzione di BorsadelCredito.it nasce Opyn, l’abilitatore dell’embedded finance per il lending alle imprese


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Un cambiamento necessario, che si innesta su una crescita esponenziale di ricavi e margini per la società e tutto il fintech italiano e globale e che segue l’evoluzione del mercato. Il credito alle pmi italiane resterà nel nostro core business, ma punteremo sulla nostra tecnologia proprietaria sviluppata e perfezionata in quasi dieci anni di storia, per rendere la finanza sempre più “open”. In Italia e nel prossimo biennio anche in Europa

BorsadelCredito.it diventa Opyn. Una trasformazione resa necessaria dalla crescita esponenziale del gruppo, nato nel 2012, e dalle nuove traiettorie indirizzate dal FinTech italiano e globale. Una trasformazione che abbiamo voluto sintetizzare innanzitutto con la scelta di un nuovo brand name: Opyn è la crasi tra le parole “open” e “PIN” a voler significare in senso lato – sul fronte dell’innovazione tecnologica e su quello degli operatori di mercato – l’apertura dei servizi finanziari. Il posizionamento di Opyn si incardina sul nostro tradizionale ruolo di lender per le imprese italiane, affiancando ad esso quello di abilitatore dell’embedded finance per banche e big tech. In Italia e nel prossimo biennio anche a livello internazionale.

Opyn consolida di fatto un percorso di collaborazione con il mondo della finanza tradizionale avviato negli ultimi due anni e concretizzatosi in una serie di accordi industriali e operazioni finanziarie con primari istituti finanziari quali Azimut, Intesa Sanpaolo, Banca Valsabbina, Banca Ifis. Da sempre sosteniamo l’integrazione del fintech nell’offerta della finanza tradizionale: se oggi BorsadelCredito.it è tra i primi digital lender italiani, domani Opyn sarà tra le principali realtà fintech europee.

I numeri di Opyn (e quelli del lending europeo e globale)

Il cambiamento arriva in scia alla forte crescita del 2020, che diventa esponenziale nel 2021. Il primo semestre del 2021 si è chiuso, infatti, con circa 6 milioni di euro di ricavi (contro i 4 dell’intero 2020) e circa 2 milioni di EBITDA positivo. Numeri che proiettano per la fine del 2021 una crescita anno su anno di circa 4 volte i ricavi e di 10 volte l’EBITDA. Stimiamo nei prossimi tre, cinque anni ricavi superiori a 100 milioni di euro ed EBITDA Margin del 40%.

L’alternative lending europeo e globale ha sperimentato una crescita rilevante nell’era Covid: secondo il Centro per l'Alternative Finance dell'Università di Cambridge, nel 2020 i prestiti alle PMI hanno toccato nel mondo (esclusa la Cina) 43 miliardi di euro, un aumento del 51% anno su anno. Gli USA hanno prestato via lending oltre 27 miliardi nel 2020, il Regno Unito 14 miliardi e l'Europa 4,4 miliardi (e stando alle previsioni di Statista, sfiorerà gli 8 miliardi nel 2021). In questo contesto, l'Italia appare essere il mercato più vigoroso dell'Europa continentale: secondo il report “Il Fintech dalla a alla z” realizzato dal Politecnico di Milano, Unioncamere e Innexta, il volume di erogato realizzato dal direct lending nel 2020 in Italia è di oltre 1,6 miliardi, in aumento di 4,5 volte rispetto all’anno prima. Una crescita che sta ulteriormente accelerando: secondo l'ultimo report di P2P Market Data a tutto il mese di luglio, da inizio 2021 le società del lending hanno già prestato oltre 2 miliardi. In questo contesto, Opyn si posiziona tra le principali realtà italiane (già nel 2020 BorsadelCredito.it si era attestata come piattaforma in maggiore crescita nel Paese) e alla pari di molti competitor europei in termini di dimensioni, volumi erogati e soprattutto capitale tecnologico.

Il boom dell’embedded finance (per banche e big tech)

Allo stesso modo, anche le opportunità di sviluppo per il settore dell’embedded finance sono notevoli. Secondo un recente report di McKinsey, il profitto economico delle principali banche e compagnie assicurative del mondo è diminuito rispettivamente di 800 e 300 miliardi di dollari tra il 2015 e il 2018, con un ulteriore peggioramento negli ultimi anni, dovuto alla crisi seguita alla pandemia. In questo contesto, l’embedded finance offre una preziosa opportunità di crescita per gli istituti finanziari tradizionali: un mercato potenziale del valore di oltre 7 trilioni di dollari, pari a circa il doppio del valore di mercato attuale delle prime trenta banche del mondo.

La tecnologia che cambia la finanza

Opyn punta a inserirsi in questo secondo nuovo mercato grazie alla sua tecnologia proprietaria, sviluppata nell’arco di quasi 10 anni, flessibile e personalizzabile, che consiste in un software basato sull’intelligenza artificiale e suI machine learning, in cui reti neurali scambiano le informazioni da un nodo all’altro, traggono inferenze e apprendono dai dati. Questo assetto tecnologico, insieme a una strategia di processo fail fast, sul modello delle startup USA, ha permesso a BorsadelCredito.it di seguire il mercato nel suo cambiamento e proporre soluzioni ad hoc ogni volta che si manifestasse una nuova esigenza. È quanto è successo allo scoppio della pandemia: a quindici giorni dalla proclamazione del primo stato di emergenza la società ha emesso il primo prodotto a sostegno delle imprese costrette al lockdown, seguito da un finanziamento per aiutare le PMI alla ripartenza e infine da una serie di cartolarizzazioni e accordi con banche locali e nazionali, che hanno ampliato la capacità di erogazione della fintech. Per mantenere il proprio posizionamento tecnologico, tra gli obiettivi di Opyn vi sarà il costante sviluppo del software, che già oggi permette di offrire alle imprese una delibera del finanziamento in 48 ore dalla richiesta e di far arrivare la liquidità sul conto in 7 giorni, attraverso un processo full digital e la raccolta automatica dei dati bancari (con il consenso dell’azienda) grazie alla normativa PSD2.

 

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